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    L’esigenza di redigere testi giuridici chiari e, al tempo stesso, tecnicamente precisi e rigorosi non è certamente nuova, ma è divenuta più pressante nell’ultimo trentennio, nel corso del quale si sono profondamente modificati abitudini e stili di vita dell’umanità e si sono radicalmente trasformati i canali e le logiche di accesso a informazioni, beni e servizi.

    Oggi tutto è fruibile tramite connessioni che abbattono le distanze, caratterizzate da un’esasperata ricerca di rapidità e da un massiccio ricorso a immagini e brevi video che relegano le parole a concise didascalie.

    Il legal design risponde a questa esigenza applicando i principi e i metodi del design thinking al diritto, con l’obiettivo di rendere norme, contratti e procedimenti giuridici più comprensibili, accessibili ed efficaci per tutti gli utenti, in particolare per quelli non specializzati.

    Non si tratta, però, di una mera tecnica comunicativa, bensì di un approccio metodologico interdisciplinare che coinvolge giuristi, designer, specialisti della comunicazione e programmatori, con l’obiettivo di garantire l’accessibilità e la trasparenza dei testi legali nel rispetto del quadro normativo.

    Questo volume offre una panoramica dello stato dell’arte, inserendosi nel dibattito nazionale ed europeo con particolare attenzione alle applicazioni del legal design in campo finanziario, nell’ambito del quale vengono approfonditi i temi della contrattualistica, del test di equivalenza tra contratto tradizionale e contratto semplificato in relazione alla «tenuta» in giudizio, della rispondenza alle normative di trasparenza e correttezza e della gestione dei reclami, senza tralasciare un’analisi basata sugli studi di finanza comportamentale.

    Il volume è completato dai risultati di un’indagine del FinTech District di Milano, sull’esperienza delle FinTech attive nei settori della semplificazione dei processi e della gestione documentale e da un case study relativo all’esperienza applicativa di un intermediario nel settore dei servizi di pagamento e di moneta elettronica.

    Nato nel 2008 a opera di Satoshi Nakamoto, bitcoin sta in qualche modo rivoluzionando i mercati finanziari e continua a sfidare le logiche economiche tradizionali con la sua natura decentralizzata e priva di un sottostante materiale di garanzia, in ciò rendendolo un asset unbacked unico nel suo genere.

    Grazie al suo approccio sistematico, giuridico-regolamentare ed economico-finanziario, questo volume ambisce a essere uno strumento efficace per comprende come bitcoin possa essere valutato in un mercato in costante evoluzione, senza trascurare la posizione delle Autorità di Vigilanza, che vedono nell'investimento in questo asset rischi equiparabili più al gioco d'azzardo/betting che alla ricerca di valore.

    Bitcoin evaluation, una guida olistica per investitori, professionsiti e studiosi della materia, ha l'obiettivo di colmare un vuoto e fornire una visione chiara e approfondita del primo crypto-asset in assoluto, ancora oggi iconico punto di riferimento del settore.

    Lo scritto esplora l'impatto dell'Intelligenza Artificiale sul Real Estate, evidenziando come questa tecnologia stia rivoluzionando i processi e le strategie globali.

    Dopo un'analisi delle politiche adottate da Stati Uniti, Cina ed Europa, con un focus sulla normativa europea, vengono analizzate le principali innovazioni tecnologiche che stanno trasformando il Real Estate.

    Un focus centrale è dedicato al Prop-Tech, esplorando modelli come lo Smart Real Estate e la Shared Economy, con una successiva analisi dei miglioramenti apportati dall'AI all'interno dei processi degli intermediari finanziari, dai modelli di valutazione automatizzati alla gestione del rischio, evidenziando i vantaggi operativi e le sfide etiche.

    Nel complesso, il capitolo offre una visione completa dell'evoluzione del settore immobiliare, verso un ecosistema più dinamico e tecnologico.

    Il libro ha l'obiettivo di affrontare, con un taglio operativo di natura aziendalistica, le questioni inerenti l'antiriciclaggio e più in generale i rischi che derivano dall'operatività nelle cripto-attività.
    Partendo da un'analisi del contesto normativo generale e, proseguendo con un'illustrazione dei principali reati legati al mondo delle cripto-attività, viene analizzata la normativa antiriciclaggio nazionale e internazionale.
    Sono altresì approfonditi il sistema dei controlli antiriciclaggio per gli intermediari bancari e finanziari che intendono entrare in questo mercato e gli strumenti per la tracciatura delle transazioni attraverso la blockchain forensic e la cryptocurrency forensic.
    L'analisi del più ampio spettro dei rischi aziendali che derivano dall'operare nel mercato delle cripto-attività è trattato secondo un approccio trasversale nell'ottica della responsabilità amministrativa delle società (ex D.Lgs. 231/2001).

    Il Metaverso è nato morto, come sembrerebbe potersi dedurre da alcuni titoloni giornalistici sul deserto di Meta, la nuova creatura di Mark Zuckerberg?
    Non è detto, tanto più che alcuni metaversi, già attivi da qualche tempo per lo più nel mondo del gaming, sono piuttosto frequentati, anche se non corrispondono esattamente alla complessità di quel futuribile mondo online che bene o male abbiamo tutti in testa.
    Ciò che accade nel Metaverso non può (né deve) essere antagonista di ciò che accade nel mondo reale. E tale principio deve essere verificato anzitutto nel rispetto delle regole poste alla base della convivenza degli utenti, che appartengono a organizzazioni articolate, gestite da normative, regolamenti, usi e costumi che muovono dal perimetro regionale dei singoli Stati sovrani, per quanto obbligati – sempre più spesso – a lasciare il passo a una regolamentazione sovranazionale, l’unica capace di intercettare la complessità della globalizzazione digitale che stiamo vivendo in questi ultimi decenni.
    Da qui la ricaduta pratica del problema, ovvero come regolare o, per meglio dire, come catturare ciò che accade nel Metaverso con le regole (vigenti) del “vecchio mondo”? Si tratta evidentemente di un perimetro molto ampio, basti pensare a tutto ciò che comportano le direttive antiriciclaggio (AML) applicate alla nuova realtà virtuale, panorama ulteriormente complicato dal frenetico sviluppo dell’Intelligenza Artificiale ormai capace di monitorare le transazioni (come l’AI AML di Google Cloud).
    Uno dei principali nodi da sciogliere per aprire una operatività (vera) nel Metaverso è la forma e la modalità di conclusione degli smart contract, i contratti che qui sono adottati e che sono il vero motore del volume. Ne viene esplorata in profondità la struttura, sulla quale poggia tutta la comunicazione e quindi ogni forma di interazione che anima questo nuovo spazio, nel tentativo di capire la loro capacità di incorporare le regole che non sono autogenerate dal codice, ma che il codice deve essere capace di incorporare, dandone compiuta attuazione.
    Crediamo che sarà il Metaverso o, per meglio dire, ciò che accade nello spazio del Metaverso a doversi “adattare” al Diritto vigente.
    Il motto “Code is Law”, ormai, è poco più di una suggestione; ma un nuovo motto, “Rule is in the Code”, sarà capace di sostenere uno sviluppo ordinato e un’armonizzazione del Metaverso con la realtà fisica? La risposta ce la potrà fornire, forse, un futuro non troppo lontano.

    In copertina: Riccardo Rapone, in arte Beetroot, Future, bassorilievo inciso a trapano su tela, 50 x 50 cm (https://nft.beetrootart.it).

    Profili regolatori, civilistici e societari – Tassazione dopo la legge di Bilancio 2023

    La musica è storicamente il settore più esposto al progresso tecnologico.
    Oggi è quello che più di recente ha scoperto le potenzialità “creative” della tecnologia blockchain e l’“universo cripto”, dove si affacciano sempre più protagonisti e collezionisti, ben disposti a creare, comprare, vendere e scambiare opere in ambiente digitale tramite NFT.
    Questo nuovo strumento, oltre a presentarsi come una nuova possibile migliore garanzia e capitalizzazione del lavoro degli artisti, pare avere anche la capacità di riavvicinare i musicisti ai loro fan, che in una certa misura possono “riappropriarsi” dei dei brani preferiti – per quanto non.più in un raccoglitore fisico di vinili, ma in un wallet digitale – oppure essere messi nella condizione di vivere esperienze immersive a distanza o esperienze privilegiate.
    Basterà allora entrare in possesso dell’NFT giusto? Sarebbe un’insidiosa semplificazione crederlo.
    Per i semplici curiosi, ma anche a beneficio di chi intenderà operare sul campo in sicurezza e conformità alle regole, questo libro affronta l’affascinante argomento degli NFT in musica, muovendo da una panoramica sulla storia che dal Bitcoin porta ai non-fungible token, sulla tecnologia che ne sta alla base, sul fenomeno dal punto di vista economico e sull’analisi del mercato musicale “tokenizzato”, approfondendo la sostanza degli NFT in relazione al diritto nazionale e nella prospettiva UE, le loro modalità di sfruttamento, le questioni legate al diritto d’autore e la tutela degli utenti.

    La «SPAC», acronimo di Special Purpose Acquisition Company, è un veicolo di investimento quotato, la cui raccolta sul mercato dei capitali è destinata ad una o più operazioni di investimento/integrazione in aziende «target» (la “business combination”), entro un termine prestabilito, generalmente compreso fra 18 e 24 mesi.

    Dal 2011 al 2018 le SPAC hanno contribuito positivamente allo sviluppo dei mercati finanziari italiani, concorrendo a sviluppare una cultura finanziaria più evoluta e moderna. Al 2018 sono state quotate 28 SPAC, per una raccolta complessiva superiore a 3,8 miliardi di Euro, e 17 di queste hanno completato la business combination. Il 2017 è stato l’anno di maggior diffusione in Italia con 10 SPAC ammesse alla quotazione e più di 1,7 miliardi di Euro raccolti, complici fra l’altro l’elevata liquidità a disposizione degli investitori istituzionali e un più favorevole contesto normativo per lo sviluppo del mercato dei capitali.

    Questa monografia si propone di fornire un quadro di sintesi delle principali caratteristiche che connotano il modello di investimento delle SPAC in Italia, sul piano tanto economico-finanziario quanto giuridico, al fine di giungere ad una valutazione complessiva, per quanto necessariamente provvisoria, di un fenomeno estremamente rilevante per le imprese italiane alla ricerca di capitali. L’analisi viene condotta anche nel confronto con alcuni modelli di investimento alternativi, in particolare la partecipazione in fondi di investimento di private equity.

    Prefazione: M. Chiriatti

    Sono state alcune sorprendenti operazioni legate al mondo del collezionismo e dell’arte digitali ad accendere i fan dell’attenzione globale sugli NFT, i non fungible token. Ma questi nuovi strumenti utilizzano una tecnologia talmente versatile che negli ultimi mesi si è assistito a una loro diffusione negli ambiti più disparati, con una fortuna che ha assunto un andamento esponenziale.

    Come per tutto l’universo dei past, non mancano, però, discussioni accese sui rischi che possono emergere da questo nuovo mercato. Per molti si tratterebbe dell’ennesima” bolla dei tulipani o, peggio ancora, di un nuovo e sofisticato strumento di frode che favorirà il riciclaggio; altri, invece, accolgono il fenomeno NIT come un nuovo paradigma, particolarmente adatto ad assicurare certificazione e titolarità di beni e diritti, in virtù della spinta fiduciaria accordata dalla comunità degli utenti al “circuito” decentralizzato basato sulla blockchain. La peculiarità di infungibilità, il fatto che gli NFT contengano informazioni uniche, non alterabili e non intercambiabili, capaci di identificare in modo univoco un oggetto digitale e/o un diritto inerente a un bene fisico, potrebbe in effetti renderli suscettibili di rappresentare certificati, licenze, credenziali e altri oggetti o documenti che necessitano di essere tenuti al sicuro, in forma digitale, preservandoli da potenziali contraffazioni o abusi. Tuttavia, come ogni innovazione che esprime valore, il mercato di riferimento ha bisogno di consapevolezza e, soprattutto, di regole certe per poter funzionare e progredire.

    Come è accaduto per altre cripto-attività, anche per gli NFT vi è la diffusa convinzione che la mancanza di un quadro regolamentare specifico consenta, ancora oggi, di sfuggire all’applicazione di norme già esistenti. Ma l’idea “Code is law”, ovvero che sia un codice a generare una regola autosufficiente, è stata ampiamente smentita dagli innumerevoli interventi di governi e autorità di vigilanza, in attesa che gli sforzi dei legislatori approdino ad una sintesi, con l’emanazione di regole dedicate e pensate per la novità che la blockchain ha introdotto. Se di regole si deve parlare, bisogna farlo non solamente a livello domestico, ma anche e soprattutto transnazionale, stante la naturale dimensione globale del dark, dove ormai transitano quotidianamente gli NFT. Sarà un futuro molto prossimo a dirci se si tratti effettivamente di una bolla speculativa oppure se i token non fungibili conquisteranno stabilmente efficacia in un mercato alla fine normalizzato. Nel frattempo, non ci si potrà esimere dal seguire da vicino il loro impetuoso sviluppo applicativo.

    La disciplina dell’esternalizzazione dei servizi bancari e finanziari ha assunto partire dall’emanazione delle linee guida EBA del Febbraio 2019 sempre più importanza, sulla spinta negli ultimi anni della digitalizzazione, nonché del recente evento della pandemia, entrambi fenomenali acceleratori che hanno imposto agli operatori bancari il ricorso esterno a società specializzate soprattutto in ambito tecnologico, le uniche in grado di maturare internamente ed offrire alla propria clientela competenze alla medesima velocità e qualità del mercato. I Regolatori, nazionali ed europei, hanno oggi appena iniziato ad intercettare questo fenomeno, introducendo nella frammentata e complessa regolamentazione attuale, una serie di vincoli e previsioni procedurali e contrattuali in un contesto, tuttavia, ancora molto dinamico e mutevole ed in cui emerge chiaramente la necessità di un ampliamento del perimetro regolamentare anche alle società tecnologiche.

    Il presente volume è destinato a tutti gli operatori ed i consulenti del settore bancario che siano interessati ad avere un quadro della disciplina dell’outsourcing bancario e finanziario aggiornato, organico e sistematico, grazie alla competenza ed all’esperienza nel settore degli autori, ognuno dei quali rappresenta un’eccellenza nell’ambito accademico, consulenziale, regolamentare ed in-house in cui opera.

    SAVINO CASAMASSIMA, avvocato in Milano, da alcuni anni è impegnato come manager ed in-house counsel presso banche internazionali e società operanti nel mondo dei servizi bancari e fintech. Laureato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha conseguito un Master of Laws (LLM) nel 2003 in International dispute resolution presso la Queen Mary University of London. È autore di numerose pubblicazioni in ambito di diritto commerciale e bancario, nonché relatore a convegni sulle medesime tematiche. Appassionato da sempre di tematiche regolamentari e bancarie, curioso e sempre aperto all’internazionalità ed alla scoperta di nuove soluzioni e punti di vista.

    MASSIMILIANO NICOTRA è senior partner di Qubit Law Firm S.t.a. e si occupa di diritto della tecnologia da oltre vent’anni. Data Protection Officer di società multinazionali è professore a contratto in “Fondamenti ed evoluzione dell’amministrazione digitale”. Coordinatore della sezione Privacy e Compliance del Centro di Ricerca Economica e Giuridica nonché Vicepresidente del Comitato Strategico del Centro di Ricerca sull’Amministrazione Digitale presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Management e diritto.

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