1. Premessa
Con comunicazione dell'8 giugno 2026 (la “Comunicazione”), la UIF ha richiamato l'attenzione dei soggetti obbligati sulla crescente rilevanza, ai fini antiriciclaggio, delle operatività connesse con truffe, frodi agevolate dalla tecnologia, money muling e altri reati informatici.
Il documento si inserisce in un contesto di forte crescita delle SOS riconducibili a tali fenomeni e segnala l'esigenza di rafforzare in modo sostanziale i presìdi di individuazione, valutazione e segnalazione delle anomalie.
Il messaggio della UIF è chiaro: questi fenomeni non devono essere letti come meri eventi antifrode o di sicurezza informatica, ma come contesti potenzialmente rilevanti anche ai fini della collaborazione attiva AML.
Per gli intermediari ciò implica una maggiore integrazione tra funzioni AML, antifrode, sicurezza informatica, canali digitali e strutture operative, nonché una più attenta valorizzazione nelle SOS di elementi tecnici, operativi e soggettivi.
2. Profili di maggiore attenzione
La Comunicazione richiama, anzitutto,
Un secondo focus riguarda il money muling, ossia il transito di fondi illeciti tramite rapporti o strumenti di pagamento messi a disposizione da soggetti consapevoli o inconsapevoli. La UIF richiama, in particolare, conti, carte o wallet di recente apertura intestati a soggetti inesperti o vulnerabili, dati di contatto condivisi tra più soggetti, flussi in accredito e addebito ravvicinati e frazionati, causali generiche o incoerenti, operatività con l'estero, richieste di recall difficilmente soddisfatte e scarsa collaborazione dell'intestatario; viene precisato che il mero azzeramento del saldo non è, da solo, sufficiente a fondare il sospetto.
La UIF dedica, inoltre, uno specifico rilievo al cybercrime e, più in generale, ai reati informatici come possibili contesti di riciclaggio, richiamando fenomeni quali malware, ransomware, APT, attacchi man-in-the-middle, D-DOS, utilizzo di identità fittizie o sintetiche, deepfake, strumenti di anonimizzazione, wallet auto-ospitati, VASP no-KYC, mixer, bridge e virtual IBAN. Il tratto comune è la crescente difficoltà di tracciamento dei flussi e la necessità, per i destinatari, di utilizzare in chiave AML anche informazioni normalmente presidiate in prima battuta dalle funzioni antifrode o cyber.
3. Cosa cambia sul piano operativo
L'aspetto più importante della Comunicazione non è l'elenco delle casistiche, ma il livello di aspettativa che la UIF esprime verso i destinatari. In particolare, l'Unità richiede di evitare automatismi segnaletici e approcci meramente difensivi e invita a selezionare i casi realmente meritevoli di SOS sulla base della complessità del contesto,dell'importo e della frequenza delle operazioni, della possibile esistenza di reti criminali più ampie, della presenza di denunce o input investigativi e del concreto valore aggiunto che la segnalazione può offrire.
La UIF insiste, poi, su due profili centrali. Il primo è la tempestività: la SOS deve essere effettuata il prima possibile e, ove possibile, prima dell'esecuzione dell'operazione, per consentire interventi rapidi a tutela delle vittime e delle indagini; analoga tempestività è richiesta nelle risposte agli approfondimenti della UIF. Il secondo è la qualità del contenuto segnaletico: occorre valorizzare correttamente i dati strutturati, descrivere in modo chiaro i flussi e i collegamenti tra soggetti, includere gli elementi tecnici rilevanti
(quali IP, device, VPN, fingerprint, geolocalizzazione) ed evitare testi standardizzati e ripetitivi.
La Comunicazione richiama, inoltre, l'importanza della condivisione delle informazioni tra più destinatari coinvolti nella medesima operatività, nel rispetto dell'articolo 39 del d.lgs. 231/2007. Per gli intermediari questo si traduce, in concreto, nell'esigenza di verificare se i flussi informativitra AML, antifrode, sicurezza informatica, operations, rete commerciale e canali digitali siano oggi effettivamente idonei a intercettare queste casistiche in modo tempestivo e completo.
4. Nuovi fenomeni UIF
Per agevolare la classificazione delle segnalazioni, la UIF introduce tre nuovi codici fenomenologici da valorizzare nelle SOS.
| Fenomeno | Ambito | Indicazione operativa |
|---|---|---|
| I01 | Truffe e frodi agevolate dalla tecnologia | Da utilizzare in presenza di sospetto di condotte fraudolente connesse a riciclaggio. |
| I04 | Money muling | Da utilizzare nei casi di reclutamento di soggetti che trasferiscono denaro ottenuto illegalmente, anche in assenza dei presupposti per I01 oppure in abbinamento ad esso. |
| I05 | Cybercrime | Da utilizzare per sospetti di reati informatici non rientranti in I01 e caratterizzati da abuso o alterazione di sistemi e strumenti digitali finalizzati a vantaggi economici illeciti. |
Contestualmente, la UIF precisa che, dalla pubblicazione della Comunicazione, non trova più applicazione lo schema rappresentativo dei comportamenti anomali del 5 febbraio 2010 in materia di frodi informatiche e non sarà più disponibile il codice I02 - Frodi informatiche.
5. Prime azioni suggerite
Alla luce della Comunicazione, appare opportuno valutare con priorità:
In definitiva, la Comunicazione dell'8 giugno 2026 conferma che il presidio AML sugli illeciti digitali non può più essere trattato come un ambito accessorio o separato rispetto ai controlli antifrode e cyber e l'assetto dei presìdi deve essere effettivamente in grado di intercettarli, qualificarli correttamente e integrarli nel processo di collaborazione attiva.
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