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    SREP su IMEL e Istituti di pagamento

    Aggiornamento Circolare 269/2008 (17° agg.), Elementi di attenzione e guida operativa per gli istituti di moneta elettronica e gli istituti di pagamento

    di L. Gandolfi

    1. Premessa

    Con il 17° aggiornamento della Circolare n. 269/2008 “Guida per l'attività di vigilanza” (la “Circolare”) la Banca d'Italia ha ristrutturato la Guida su base modulare e, per la prima volta, ha reso pubblici i principi generali, le logiche degli schemi di analisi e i criteri dell'azione di supervisione cartolare per l'intero perimetro dei soggetti vigilati direttamente: banche LSI, SIM, SGR e SICAV, intermediari finanziari ex art. 106 TUB, IMEL e Istituti di pagamento.

    Per gli istituti di moneta elettronica (IMEL) e gli istituti di pagamento (IP) lo SREP è condotto secondo gli schemi propri degli intermediari non bancari. Come le SGR, IMEL e IP non sono soggetti alla regolamentazione prudenziale “su tre pilastri” prevista per banche, SIM e intermediari finanziari: l'analisi si concentra sui profili trasversali, sui rischi operativi/ICT e sui presidi a tutela dei fondi della clientela [1]. Nella profilatura (Tavola 1b) rientrano Money Transfer, altri servizi di pagamento e l'emissione di moneta elettronica.

    Lo SREP si articola in un ciclo di valutazione periodico e in un'eventuale fase di correzione/follow-up; si conclude con un giudizio (da 1 a 4) sulle aree di rischio e sui profili trasversali, base della successiva azione di vigilanza.

    Proporzionalità. IMEL e IP, in quanto intermediari non bancari, non possono ricevere la classe 1 “Molto Alta”. La classe di priorità (Alta, Media, Bassa) deriva dalla combinazione di impatto (operatività e dimensione, es. volumi di pagamento e moneta elettronica emessa) e rischiosità (ultimo punteggio SREP), secondo la Tavola 4. Il ciclo è di norma annuale; i profili possono essere aggiornati ogni due anni (priorità Media) o tre anni (priorità Bassa) [2].

    La griglia valutativa SREP
    Per IMEL e IP i rischi operativi, ICT e di non conformità sono centrali, accanto ai profili trasversali:

    Area di rischio / Profilo trasversale Giudizio
    Modello di business e redditività 1–4
    Sistemi di governo e controllo 1–4
    Rischi operativi e ICT 1–4
    Adeguatezza patrimoniale 1–4
    Giudizio complessivo 1–4

    Per IMEL e IP assume specifico rilievo, in via trasversale, la tutela dei fondi della clientela (segregazione e modalità di salvaguardia) e la continuità operativa dei servizi di pagamento.

    2. Sistemi di governo e di controllo

    La governance valuta i rischi derivanti dall'inadeguatezza degli assetti di governo, organizzativi e di controllo: governo societario, organizzazione, Risk Appetite Framework, politiche di remunerazione (e loro effettiva applicazione) e funzioni di controllo (internal audit, risk management, compliance, antiriciclaggio).

    Le criticità ricorrenti sulle funzioni di controllo – indipendenza insufficiente, risorse inadeguate, reporting al CdA carente, risk assessment non strutturato, eccessiva dipendenza da funzioni di gruppo – trovano riscontro nel Final Report ESMA dell'11 maggio 2026 sulla CSA 2025: pur riferito ai gestori, fornisce una checklist trasferibile a qualsiasi funzione di controllo, applicabile a IMEL e IP in chiave di proporzionalità [3]. Per questi intermediari assumono particolare rilievo i presidi AML/CFT e la sicurezza dei servizi di pagamento.

    3. Modello di business e redditività

    L'analisi valuta la capacità di reddito (Fase 1) e la sostenibilità del modello di business (Fase 2).

    • Fase 1 (quantitativa): analisi sequenziale dal risultato di gestione (lordo e netto) al vaglio di un indicatore di efficienza.
    • Fase 2 (qualitativa): modalità di definizione degli obiettivi strategici e capacità di tradurli in interventi coerenti, anche in presenza di andamenti sfavorevoli; rilevano la strategia di offerta, l'andamento dei volumi e delle quote di mercato e la sostenibilità di modelli di business spesso caratterizzati da forte componente tecnologica e da dipendenza da partner/fornitori.

    4. Rischi operativi, ICT e DORA

    Per IMEL e IP i rischi operativi e ICT sono il profilo di rischio più rilevante. L'analisi valuta l'esposizione ai rischi operativi (anche reputazionali e di non conformità, con riguardo ai presidi AML/CFT) e ai rischi connessi alla gestione dei sistemi informativi, anche esternalizzati, e la capacità di governarli. La misurazione del rischio ICT è calibrata sulla complessità dell'intermediario; tra le aree di business che tipicamente generano rischi operativi la Circolare richiama i servizi di pagamento.

    Rischi informatici e DORA. Con la Comunicazione al mercato del 23 dicembre 2024 la Banca d'Italia ha richiamato tutti gli intermediari vigilati, inclusi IMEL e IP, a valutare il proprio posizionamento rispetto al Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA), applicabile dal 17 gennaio 2025. L'autovalutazione del framework di ICT risk management è stata trasmessa entro il 30 aprile 2025 ed è già in possesso dell'Autorità, che la userà come base valutativa nello SREP [4] [5]. Il perimetro DORA include: ICT Risk Management Framework, notifica degli incidenti ICT gravi tramite INFOSTAT, registro dei contratti con fornitori ICT terzi e test di resilienza (TLPT per le entità identificate). Per i prestatori di servizi di pagamento rilevano inoltre i presidi di sicurezza richiesti dalla disciplina sui servizi di pagamento (autenticazione forte, gestione degli incidenti).

    5. Adeguatezza patrimoniale e tutela dei fondi della clientela

    Non essendo soggetti alla regolamentazione prudenziale su “tre pilastri”, IMEL e IP sono valutati secondo i requisiti patrimoniali loro propri (calcolati, a seconda dei casi, sulla base dei costi fissi, dei volumi di pagamento o della moneta elettronica in circolazione), tenendo conto dell'adeguatezza del capitale complessivo rispetto ai rischi assunti. È oggetto di specifica attenzione la corretta salvaguardia/segregazione dei fondi della clientela.

    6. ESG e iniziative di vigilanza trasversale 2026

    Le iniziative di vigilanza trasversale interessano anche IMEL e IP, in chiave proporzionale:

    • Integrazione dei fattori ESG: valutazione dell'integrazione dei rischi di sostenibilità nella governance e nelle politiche aziendali.
    • Buone prassi: aggiornamento delle policy di governance e controllo per integrare i rischi ESG.

    7. Guida operativa

    Il procedimento SREP si alimenta in continuo con le segnalazioni di vigilanza, le relazioni delle funzioni di controllo e gli esiti dell'autovalutazione ICT già effettuata.

    Azioni interne prioritarie:

    7.1 Governance, AML e tutela dei fondi

    • Verificare l'indipendenza effettiva delle funzioni di controllo e dotarle di risorse adeguate; rafforzare i presidi AML/CFT.
    • Verificare i presidi di salvaguardia/segregazione dei fondi della clientela e la relativa documentazione.

    7.2 Rischi operativi, ICT e DORA

    • Verificare i gap dell'autovalutazione ICT trasmessa ad aprile 2025 (già in possesso dell'Autorità) e documentare i rimedi.
    • Tenere aggiornato il registro dei contratti con fornitori ICT, testare la notifica degli incidenti gravi via INFOSTAT e pianificare i TLPT per le entità identificate.
    • Verificare i presidi di sicurezza dei servizi di pagamento (autenticazione forte, continuità operativa) e la gestione dei fornitori critici.

    7.3 Modello di business e capitale

    • Aggiornare l'analisi strategica e monitorare volumi e quote di mercato; verificare la copertura dei requisiti patrimoniali rispetto ai rischi assunti.

    8. Documenti di riferimento

    I documenti che ogni IMEL e Istituto di pagamento dovrebbe avere letto e mappato rispetto alla propria situazione interna sono i seguenti:

    Area Azione interna Documento di riferimento
    SREP / Metodologia Leggere il Modulo SREP (L1) e gli schemi di analisi per gli intermediari non bancari Circolare 269/2008, 17° aggiornamento
    Governance / Controlli Leggere il Modulo SREP (L1) e gli schemi di analisi per gli intermediari non bancari ESMA, Final Report CSA Compliance & Internal Audit (11.05.2026)
    Rischi ICT Verificare i gap rispetto all'autovalutazione ICT e aggiornare il piano di rimedi Comunicazione Banca d'Italia, Sicurezza ICT (23.12.2024)
    Rischi ICT / DORA Verificare compliance DORA: registro fornitori, notifiche incidenti, TLPT Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA)
    Servizi di pagamento Mappare i presidi di sicurezza, autenticazione forte e tutela dei fondi Direttiva (UE) 2015/2366 (PSD2)

    In sintesi: il messaggio operativo

    Con il 17° aggiornamento i criteri SREP diventano pubblici per tutte le categorie di intermediari vigilati direttamente. L'IMEL e l'Istituto di pagamento sono chiamati a proporzionare i propri presidi organizzativi, di controllo e patrimoniali al profilo di rischio effettivo, con attenzione ai rischi operativi, alla tutela dei fondi dei clienti e ai presidi ICT/DORA. La solidità della risposta a questi profili determinerà l'intensità del follow-up di vigilanza. Il primo passo concreto: leggere il Modulo SREP, verificare i requisiti patrimoniali specifici e confrontare governance, ICAAP e autovalutazione ICT con la propria situazione interna.

    Note

    [1] Banca d'Italia, Circolare n. 269 del 7 maggio 2008, 17° aggiornamento (Modulo SREP, L1, Cap. 1 – Ambito di applicazione; gli IMEL e gli Istituti di pagamento non sono soggetti a regolamentazione prudenziale “su tre pilastri”).
    https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/archivio-norme/circolari/c269/index.html

    [2] Circolare 269, Modulo SREP, L1 – Proporzionalità e classi di priorità per gli intermediari non bancari (Tavola 4).
    https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/normativa/archivio-norme/circolari/c269/index.html

    [3] ESMA, Final Report on the Common Supervisory Action on Compliance and Internal Audit Functions, 11 maggio 2026.
    https://www.esma.europa.eu/sites/default/files/2026-05/ESMA34-1436284137-2305_Final_Report_on_the_Common_Supervisory_Action_on_Compliance_and_Internal_Audit_Functions.pdf

    [4] Banca d'Italia, Comunicazione al mercato in materia di sicurezza ICT, 23 dicembre 2024.
    https://www.bancaditalia.it/compiti/vigilanza/avvisi-pub/2024.12.23-com-ict/index.html

    [5] Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA), applicabile dal 17 gennaio 2025.
    https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=CELEX%3A32022R2554

    10/07/2026
    PILL n. 13–2026
    L'AUTORE

    Avv.
    Luca Gandolfi

    Refink s.r.l.
    Società soggetta ad attività di direzione e coordinamento di Refink Holding s.r.l.

    Milano
    Piazza Giuseppe Missori, 2 – 20122

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